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lunedì 7 marzo 2016

EPIGENETICA E BIOTECNOLOGIE OLISTICHE


La nostra pelle è ricoperta da centinaia di antenne, ricettori che ci permettono di regolarci rispetto all’ambiente che ci circonda. Questa è anche una delle basi teoriche dell’ epigenetica ( al di sopra dei geni) , la teoria che Bruce Lipton sta già portando avanti da diversi anni.

Nel corpo umano sono presenti delle vie di superconduttività elettrica. I fisici chiamano i meridiani cinesi “vie di superconduttività elettrica” ed hanno scoperto che sulla nostra pelle ci sono 400 punti singolari che svolgono funzione di antenne captando i segnali esterni.

I medici dicono che : “ se paragoniamo i geni ai tasti di un pianoforte possiamo comprendere l’epigenetica. Questi tasti possono produrre melodie differenti a seconda di come vengono suonati. Quando parliamo di ambiente includiamo qualsiasi evento o fenomeno impatti con la vita di un individuo. I nostri stili di vita ricchi di esperienze: stress, cibo, assunzione di farmaci, sostanze ecc…Il modo più semplice per comprendere l’importanza dell’ambiente nell’influenzare l’espressione genetica è studiare i gemelli monozigoti: cioè due individui portatori degli stessi geni. E’ noto che i gemelli monozigoti separati alla nascita e influenzati da ambienti e stili di vita diversi possono sviluppare patologie diverse.” Estratto da Bollettino Medico, Ordine dei Medici di Milano.

Quindi anche i medici si sono resi conto che ogni singolo gene può attivare migliaia di proteine a seconda degli stimoli esterni. I geni non vanno più dunque considerati come l’unica motivazione di ciò che succede alla nostra vita e alla nostra salute, ma in realtà è l’ambiente ad influenzare la nostra risposta genetica e la nostra attitudine a rispondere in un modo piuttosto che in un altro.

L’ambiente influenza dunque il nostro corpo attraverso dei ricettori che noi tutti abbiamo e che sono in grado di captare un segnale dall’esterno. Se il nostro inconscio ha memoria che quel segnale è un’interferenza costruttiva, il corpo è in salute e procede tranquillamente il flusso energetico. Se invece l’inconscio capta il segnale e lo giudica come interferenza distruttiva, quindi debole, si crea un blocco.


Diviene per tanto fondamentale fare un’ analisi delle nostre abitudini e dei nostri pensieri,  per poter influenzare il nostro ambiente , la sua risposta e quindi anche i nostri geni. Analisi utile a capire come questi ultimi possano dar vita ad uno stato di benessere oppure ad una patologia.
Scopo delle biotecnologie olistiche è proprio quella di andare a bilanciare i flussi di energia che percorrono tutto il nostro corpo.

Durante i Corsi RQI viene spiegato come utilizzare queste biotecnologie, i cosiddetti Q-Disc per andare a bilanciare i flussi energetici del corpo, proprio come avviene nella medicina tradizionale cinese attraverso l’agopuntura.






Articolo a cura di Catia Demonte

mercoledì 4 novembre 2015

PARTECIPA ALLA "FOOD RELOVUTION", IL NUOVO FILM DI THOMAS TORELLI

Il regista Thomas Torelli ed Enrico Caldari di Q Institute.
San Marino, 1 novembre 2015.

Q Institute e Metodo RQI sostengono il nuovo film di Thomas Torelli "Food ReLovution", per una "rivoluzione d'amore" nell'alimentazione umana, all'insegna della salute e del rispetto della natura.

In occasione dell'ultimo Corso RQI, di fronte ad una platea di centinaia di persone, è stata infatti annunciata una nuova collaborazione tra Q Institute - istituto fondato a San Marino con l'intento di diffondere il Metodo RQI e nuove conoscenze e tecniche per "Auto-Star-Bene" - e il regista romano Thomas Torelli, autore di documentari pluripremiati, con decine di milioni di spettatori, tra cui: "Zero, Inchiesta sull'11 settembre" (2008), "Sangue e Cemento" (2010, il primo documentario sugli scandali della ricostruzione a L'Aquila), e "Un Altro Mondo" (2013, con interviste a Gregg Braden, Vittorio Marchi, Enzo Braschi, Masaru Emoto e tanti altri, sul risveglio della coscienza umana nel nuovo millennio. Se non l'hai ancora visto clicca qui).

Food ReLovution - Trailer ITA
Marco Fincati ed Enrico Caldari, co-fondatori di Q Institute, già colpiti dall'importante lavoro divulgativo di Thomas, e dopo aver organizzato e promosso la visione del precedente film "Un Altro Mondo" (Se non l'hai ancora visto clicca qui), hanno deciso di co-finanziare il suo nuovo film intitolato "Food ReLovution - What We Eat Can Make a Difference", impegnandosi come produttori associati del film, con una donazione diretta, e impegnandosi a pre-acquistare i diritti per la distribuzione online del film, oltre che a investire per la sua promozione, in Italia e all'estero.

Il nuovo film di Thomas, combinando nel titolo le parole "Cibo" ("Food"), "Amore" ("Love") e Rivoluzione ("Revolution"), attraverso contributi scientifici di grandi autori internazionali - tra cui Colin Campbell, Franco Berrino, Vandana Shiva, Carlo Petrini e tanti altri - affronta il tema dell'alimentazione in maniera finalmente semplice, completa e divulgativa, considerando il suo impatto sulla nostra salute, sull'ambiente e sugli animali. Un film pensato per cambiare il punto di vista delle persone comuni sulle proprie scelte alimentari, perchè, scrive Thomas, "scegliere il cibo con consapevolezza è un atto rivoluzionario che può cambiare il mondo".

Se stai leggendo questo articolo, sei interessato a vedere il trailer di questo nuovo film e a contribuire alla sua realizzazione e quindi a cambiare il mondo partendo da te... puoi farlo dalla pagina della campagna di Crowdfunding "Food ReLovution" cui oltre a Q Institute, hanno già aderito centinaia di persone da tutto il mondo.
Per vedere il trailer e sostenere anche tu il film clicca qui.

Durante l'intervista a Thomas svoltasi nella sala Arengo del Centro congressi Kursaal di San Marino, Enrico Caldari, dopo aver introdotto il regista, ha ricordato come fin dalla propria nascita Q Institute ha stimolato il cambiamento alimentare attraverso la divulgazione dei lavori di Masaru Emoto e Colin Campbell, offrendo durante i propri corsi in aula alimentazione rigorosamente vegana e biologica, e divulgando conoscenze specifiche originali, come l'Acqua Informazionale  e l'Alimentazione Vibrazionale.

Anche pensando al cibo... sta a te scegliere liberamente.

Food ReLovution - Trailer ITA

lunedì 21 settembre 2015

"L'RQI FUNZIONA ANCHE SUI CAVALLI DA GARA": ALESSANDRO, ATLETA PROFESSIONISTA, E ANDREA, SUO TERAPEUTA, SPIEGANO I RISULTATI OTTENUTI CON LE BIOTECNOLOGIE OLISTICHE E L'RQI

In visita presso la sede Q Institute a San Marino, per condividere gli eccezionali risultati raggiunti grazie al Metodo RQI, abbiamo avuto Alessandro, atleta olimpico professionista e preparatore di cavalli da gara, e Andrea, suo terapeuta e Master RQI.

Ci hanno lasciato la loro importante video-testimonianza sull'efficacia dell'RQI e delle Biotecnologie Olistiche non solo sul benessere psico-fisico e sulla performance in gara di Alessandro, ma anche su quelle dei suoi cavalli da gara. Ecco la trascrizione completa della testimonianza.





Alessandro: "Il mio nome è Alessandro, sono un atleta professionista e ho avuto varie esperienze in Italia e all'estero come cavaliere e come nuotatore. Come nuotatore nella prima parte della mia carriera ho fatto parecchie gare nei 200 metri per le Fiamme Oro, e ho testato diversi metodi di allenamento e di integrazione. Ricordo ad esempio i Giochi del Mediterraneo del 2005 in cui sono arrivato quasi al podio, e per i quali abbiamo usato varie tecniche sia per il rinforzo muscolare che per la motivazione psicologica. Oggi la mia attività professionale si è orientata nel campo equestre, in particolare nel salto a ostacoli professionistico. Ho lavorato a fianco dei più grandi campioni olimpici europei e la persona che più mi ha insegnato sia a livello di capacità di gestione delle ansie e della gara, che a livello di gestione della scuderia e dei cavalli è stato Gerhard Meier, che purtroppo è scomparso l'anno scorso. Per quanto riguarda i metodi di allenamento dei cavalli ho potuto rapportarmi anche con i più grandi veterinari al mondo. Avendo fatto molte gare internazionali infatti molto spesso i veterinari di servizio sono membri di federazioni che seguono anche le più importanti squadre nazionali. Ho quindi potuto vedere l'impiego di un'ampia gamma di farmaci e di rimedi."

http://rqi.me/autostarbene/


"Solo l'anno scorso per via di un infortunio all'adduttore destro che mi ha tenuto lontano dai campi gara per circa 3 mesi ho avuto l'opportunità di conoscere quello che ora non è solo il mio terapeuta, ma anche un grande amico, Andrea. Grazie a lui con la terapia manuale sono riuscito a superare in un primo momento questo strappo all'adduttore destro. Però vedevo che mano a mano questa cicatrice non si elasticizzava bene, e mi dava problemi sia quando montavo, che quando camminavo, che quando mi allenavo, e quindi le mie performance di conseguenza scendevano, avendo anche un calo motivazionale, in quanto non riuscivo più a fare quello che potevo fare prima. Allora Andrea mi ha proposto un nuovo metodo che stava usando da poco in via sperimentale e di cui aveva frequentato i corsi, il Metodo RQI. Grazie all'RQI e alle Biotecnologie Olistiche sono riuscito a superare sia il problema all'adduttore che altri problemi fisici e psico-emozionali di gestione dell'ansia pre-gara. Vedendo che i risultati erano molto positivi sia per quanto riguarda il benessere fisico e mentale, sia per quanto riguarda la performance in gara, ho voluto provare con Andrea a sperimentare l'RQI e le Biotecnologie Olistiche anche con i miei cavalli. In particolare con 3 dei 7 cavalli che monto, che Andrea sta continuando a trattare tuttora."



http://www.liberidalsistema.com/


"Il primo cavallo aveva dei problemi sia ai polmoni che al fegato entrambi risolti in 21 giorni con l'uso dei dispositivi RQI. Poi siamo passati a migliorargli il numero di globuli rossi che era piuttosto basso e dalle ultime analisi il numero è migliorato di un milione e mezzo in 21 giorni, che non è poco. Per quanto riguarda gli altri due cavalli, uno aveva dei problemi psico-emozionali in quanto non riusciva più a saltare dei salti in sequenza. Con Andrea sempre lavorando con la metodologia RQI siamo riusciti a farglieli superare e adesso il cavallo sta riprendendo a fare delle gare di media altezza per poi ritornare a saltare nei gran premi.

Caso più complesso è quello di una cavalla che monto da circa 6 mesi che aveva sia dei problemi psicologici di rapporto coi vecchi cavalieri, che dei problemi fisici alle ovaie. Le ovaie le davano grossi problemi e nel momento del salto e dello sforzo la finivano di bloccare mentalmente in quanto non solo non desiderava più saltare, ma quando saltava provava dolore. Grazie ad Andrea ad oggi dopo 3 settimane di trattamento RQI siamo riusciti ad arginare quasi completamente il problema alle ovaie, siamo riusciti a regolarizzare il ciclo ormonale della cavalla, che adesso ha dei calori anche molto più regolari, e per quanto riguarda la volontà di saltare la sta recuperando quasi totalmente. Oltre a favorire l'auto-guarigione delle patologie anche sugli animali, l'RQI e le Biotecnologie Olistiche sono da consigliare anche anche a chi ha già un'ottima forma per migliorare le performance, perché questi dispositivi non hanno solo fini terapeutici, ma anche fini sportivi di aumento della performance e delle capacità di recupero. Anche su cavalli che stavano già su un buon livello abbiamo visto infatti un aumento del tono muscolare e un aumento dell'elasticità muscolare. Passerei ora la parola ad Andrea che oltre ad essere un grande amico è anche il fautore di tanti dei miei successi."


http://rqi.me/autostarbene/


Andrea: "Io mi chiamo Andrea e ringrazio Alessandro per le cose belle che ha detto. Faccio il fisioterapista da più di 13 anni e pratico il mio lavoro con metodiche sia di terapia manuale che con metodi posturali. Nel tempo mi sono sempre spinto oltre le terapie che la medicina tradizionale presentava e tramite un caro amico, un osteopata, ho conosciuto il Metodo RQI, dopo essere stato da lui invitato a frequentare insieme il Corso base RQI a San Marino. Arrivato ad un bivio anche nella mia carriera, devo ringraziare questo amico perché da allora ho iniziato un percorso col Metodo RQI arrivando ad avere delle nuove tecniche, delle nuove frecce da mettere nella mia faretra, da poter utilizzare con i miei pazienti, ma soprattutto con me stesso e con i miei familiari e sulle persone a cui tengo di più. Ho avuto già da subito ottimi risultati sia su di me che sulle persone che si affidavano a me e a questa nuova metodica, a questo nuovo modo di approcciare le problematiche fisiche, che spesso vengono risolte attraverso una soluzione psico-emozionale più che fisica vera e propria. Ho avuto la possibilità tramite Alessandro di poter approcciare il Metodo anche sugli animali, nello specifico sui cavalli. Sono ormai un po' di mesi che ci lavoriamo - questo mondo per me è nuovo, ma Alessandro è molto bravo in questo e mi dà delle ottime indicazioni - ma devo dire che il Metodo RQI anche applicato agli animali sta dando degli ottimi risultati come Alessandro prima spiegava. Sicuramente lo consiglierei a tutti, a tutti quelli che come me vogliono un po' uscire dal Sistema e da quegli schemi che ci limitano e ci auto-limitano, e non ci fanno andare oltre gli ostacoli che ci impediscono di raggiungere il benessere."

Impara ad applicare queste informazioni nella vita di tutti i giorni:

giovedì 23 luglio 2015

FISICA QUANTISTISTICA AL SERVIZIO DELLA SALUTE

ALCUNI CONCETTI DI FISICA QUANTISTICA
“Una nuova verità scientifica non trionfa perché convince i suoi detrattori e fa sì che essi vedano la luce, ma piuttosto perché i suoi detrattori pian piano muoiono, e intanto cresce una nuova generazione per la quale i nuovi concetti sono scontati”.
(Max Planck, 1949)

I FOTONI

I fotoni sono delle particelle che si possono definire particolari in quanto hanno massa zero; si possono però anche interpretare come onde, perché creano fenomeni tipici ondulatori, quali la riflessione e la rifrazione. Si dice anche che i fotoni siano i quanti di energia elettromagnetica, ovvero quantità elementari (non ulteriormente suddivisibili) che rispettano le leggi della meccanica quantistica.

Quelli del sole sono un esempio di fotoni presenti in natura e sono caratterizzati dal fatto di avere varie lunghezze d’onda, ovvero varie frequenze di radiazione. La luce è il presupposto per uno sviluppo sano delle cellule, perché ne sostiene la crescita. Senza luce e la sua energia non si potrebbe sviluppare e tanto meno esistere alcuna vita organica sulla Terra. Essa è la fonte originaria di energia. Questi fotoni, importanti per la vita e per il funzionamento di ogni cellula, vengono assorbiti attraverso gli occhi, la pelle e l’alimentazione. 



I BIOFOTONI

La teoria dei biofotoni, insegnata dal biofisico Albert Popp, sulle tracce di un'intuizione ardita del russo Gurwitsch (1922), offre la credibile interpretazione (avvalorata da molteplici esperimenti) del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita, e anche delle alterazioni che portano alla malattia, sia un evento fisico di natura elettromagnetica. 

Nel 1922 Gurwitsch fece un esperimento su radici di cipolle che lo portò a supporre l’esistenza dell’emanazione di una radiazione fino ad allora sconosciuta.

Solo 50 anni dopo il fisico Popp e il suo gruppo di ricercatori furono in grado di confermare con i loro esperimenti questa supposizione. Le cellule di esseri umani, di animali e di piante, emanano veramente luce, i cosiddetti biofotoni, sotto forma di “Quanti Energetici”, che permette loro di scambiare informazioni anche a lunga distanza.

Questo scambio di informazioni venne documentato da un ulteriore esperimento, molto simile a quello di Gurwitsch. Due bicchieri di sangue fresco di maiale vennero messi uno accanto all’altro; in un bicchiere venne instillato un agente patogeno e il sangue reagì producendo anticorpi. Sorprendentemente più tardi si poté osservare in laboratorio che anche il sangue nel secondo bicchiere aveva prodotto anticorpi, benché non vi fosse stato aggiunto alcun agente patogeno. Ripetendo l’esperimento, ponendo una lastra che non lasciava passare la luce tra i due bicchieri, non si riscontrò alcuna produzione di anticorpi nel secondo bicchiere.

Il termine "biofotone" indica quindi l'emissione di energia (più precisamente “quanti energetici”) da parte dei sistemi viventi, che si propaga alla velocità della luce. Ogni cellula emette segnali specifici, con caratteristiche proprie e di quelle del tessuto di cui fa parte.


Secondo Albert Popp, queste emissioni regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano tutti i processi biochimici. Che la luce sia veramente la base della trasmissione di segnali, è stato confermato senza alcun dubbio nel 1976 tramite fotorivelatori (detektor) sensibili, i cosiddetti fotomoltiplicatori. 

Il supporto più importante dell’irradiamento di biofotoni è il DNA, l’acido desossiribonucleico, una parte costituente della cellula, in cui sono contenute le informazioni genetiche (cromosomi) di un sistema biologico. Il DNA consiste in dieci miliardi di molecole, che formano una spirale: esso contiene tutte le informazioni biologiche che fanno di un essere ciò che è. Quindi il DNA è una sorta di “antenna elettromagnetica” che, funzionando da stazione ricetrasmittente, assimila informazioni, per inoltrarle nelle nostre cellule, guidando ogni processo cellulare, sia che giunga dall’interno, sia che giunga dall’esterno. L’intensità di questa luce è certo estremamente minima, paragonabile a quella di una candela posta a 20 chilometri di distanza; in compenso però essa possiede una qualità, che la predispone ad essere trasmettitrice di informazioni. La sua irradiazione non è infatti caotica, bensì costituita da vibrazioni stabili, come la luce del laser. Il termine specifico della fisica, per l’alto grado di ordine di quest’onda di luce, è "coerenza".

Secondo Popp, l’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nella sfera biologica dei viventi. Anche Heinsenberg (Premio Nobel per la Fisica) afferma che l’energia elettromagnetica è l’energia elementare dalla quale dipende tutta la vita dell’organismo vivente, poiché capace di modificare l’energia cinetica a livello atomico e molecolare. La loro esistenza (emissione) ormai comprovata e dimostrata (specie dalle unghie delle mani e dei piedi) ci consente di comprendere l’elevato passaggio di informazioni dentro la cellula e tra le cellule, informazioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo, quelli della crescita e della differenziazione cellulare. I biofotoni così rappresentano, nell’ambito della cellula e dei rapporti intracellulari, un vero e proprio linguaggio per la trasmissione in codice delle suddette informazioni. Anche i processi enzimatici, essenziali per la dinamica del buon funzionamento della cellula, sono guidati dai segnali elettromagnetici.

giovedì 12 febbraio 2015

LA VERITA’ SULLE AUTO ELETTRICHE E LA MIGLIOR AUTO DA COMPRARE OGGI

Articolo estratto dal libro "Liberi dal Sistema - La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè" di Enrico Caldari. 

Che auto guidate oggi? Che tecnologia sfrutta la vostra auto, oggi? È un’auto a motore?
Che sia a benzina o diesel, sappiate che quella tecnologia sta durando da oltre cent’anni. Il primo spot video (trasmesso nei primi cinema) relativo a un’automobile con motore a scoppio è quello della Ford T, datato 1912, ed è tuttora visibile in rete. Eppure negli ultimi anni qualcosa sta cambiando e i produttori di automobili stanno, a poco a poco, molto timidamente lanciando sul mercato le «prime» auto elettriche (o quanto meno ibride), le cui prestazioni sono ancora inferiori a quelle delle loro cugine con motore a scoppio, ma delle quali si apprezza l’onorevole tentativo di prendersi a cuore dell’ambiente e cercare di limitare i danni dovuti all’inquinamento. Tuttavia, quello che il Sistema oggi vuole farvi credere è che la tecnologia del motore elettrico è ancora molto indietro rispetto al motore a scoppio. Perciò, fintanto che ci sarà l’ultima goccia di petrolio da sfruttare e da vendere, le auto elettriche saranno sempre promosse e pubblicizzate faticosamente. Eppure anche questa è una grande bugia.
Lo sapevate, ad esempio, che la Tesla Motors ha già realizzato una macchina elettrica le cui prestazioni in pista sono addirittura migliori della più rinomata Porsche 911 Turbo? L’auto in questione si chiama Tesla Roadster e anche in questo caso è presente un video in Internet che mostra le due auto, fianco a fianco, mentre si sfidano in pista durante un’accelerazione da 0 a 100 km/h. Volete sapere chi la spunta? La Tesla Roadster, in appena 3 secondi. La vettura ha un’autonomia di 300 chilometri di percorrenza totale con una ricarica delle batterie.
Le automobili prodotte da Tesla Motors funzionano con batterie al litio che sono facilmente ricaricabili presso apposite colonnine.
E sulla sua scia si sono mossi i più grandi costruttori di autoveicoli. BMW, ad esempio, ha lanciato la serie «i», vetture con motore elettrico, supportato anche da un secondo e più piccolo motore a benzina, ottimizzato per produrre corrente elettrica. In sostanza, se mentre state viaggiando dovessero scaricarsi le batterie che alimentano il motore elettrico, a quel punto entrerà in funzione il motore a benzina, il cui funzionamento produrrà corrente elettrica per ricaricare le batterie. E così potrete nuovamente tornare a utilizzare il motore elettrico, anche se non ci sono colonnine di ricarica nei paraggi.
Fantascienza? Direi proprio di no. Anzi, sapete a quando risale la prima auto elettrica? Se vi dicessi che la prima auto elettrica ha pressapoco la stessa età di quella con motore a scoppio, mi credereste? A confermare la mia affermazione c’è un servizio realizzato da Jay Leno, forse il più grande collezionista statunitense di auto d’epoca, nonché autore di una rinomata trasmissione, Jay Leno Garage. Ebbene, nel garage di Jay Leno c’è un’auto elettrica datata 1909. È lo stesso collezionista a mostrarcene il funzionamento nel corso di una trasmissione. All’epoca si chiamava horseless carriage («carrozza senza cavalli») e non era rifinita per niente male: parafanghi, sospensioni a balestra, copertoni in gomma. All’interno era come una carrozza. C’era una sorta di timone e i fanali erano già elettrici. Si accendeva tramite un pulsante, perciò anche le signore potevano guidarla senza fare la fatica di «girare la manovella» (come nel caso delle rumorose e puzzolenti vetture «a scoppio»). 
Aveva un’autonomia di quasi 100 miglia, pari a circa 160 chilometri: da fare invidia anche alle auto elettriche attuali. Era silenziosissima e viaggiava fino ai 50 km/h: l’ideale per un uso cittadino.
Nei primi anni del ventesimo secolo New York era piena di queste vetture. Ma il dato più sconvolgente che ci riferisce Jay Leno è quello relativo alle stazioni di ricarica: Leno ci dice che a New York erano state installate ovunque e ci parla di una colonnina ogni dieci isolati. Che fine hanno fatto? Perché le auto a combustione vinsero sulle auto elettriche? Probabilmente eravamo nell’epoca del futurismo, della velocità, della voglia di correre e di fare, e perciò la silenziosa ed ecologica auto elettrica perse la sfida con la più performante e veloce auto a benzina. Agli inizi del ventesimo secolo il carburante era ancora economico e non eravamo così tanti ad avere la macchina. E così, dagli anni 1920 in avanti, le auto elettriche scemarono sempre più di numero, a vantaggio delle auto con motore a combustione, dotate della nuova accensione elettrica (non più «a manovella»...).
Solo in tempi più recenti si è quindi ritornati a sviluppare l’idea di un motore elettrico le cui prestazioni potessero competere con quello a combustione, e risolvere così il problema dell’inquinamento e della scarsità di petrolio. Uno dei tentativo meglio riusciti fu quello avviato dalla General Motors negli anni 1990. La casa statunitense produsse un’auto chiamata EV1. Fu un’auto che guadagnò presto i consensi del vasto pubblico e che divenne addirittura uno status symbol, al punto che anche alcuni attori di Hollywood – come Tom Hanks e Danny De Vito – la comprarono e la usarono, andandone fieri. La EV1 prometteva davvero prestazioni da favola: 100 miglia, pari a 160 chilometri con una ricarica (la stessa autonomia delle prime horseless carriage: non è che esiste da qualche parte anche un cartello delle 100 miglia?) e velocità pari a quella di un motore a combustione. E sull’onda di questa nuova tecnologia, nel 1996 lo Stato della California promulgò una legge per la quale almeno il 10% delle auto vendute nello Stato da quel momento in poi avrebbero dovuto essere elettriche. La stessa legge imponeva che dal 2017 (cioè, entro i successivi 20 anni) tutte le auto circolanti in California avrebbero dovuto essere elettriche.

Tuttavia, di punto in bianco, la divisione GM che spingeva il progetto ne interruppe lo sviluppo e terminò la scelta tecnologica innovativa, ritirando addirittura le auto vendute dal mercato. Infatti, chiunque aveva acquistato la EV1 non era proprietario delle batterie della vettura (che rimanevano a noleggio del proprietario). E così, nonostante una serie di proteste e malumori da parte dei già soddisfatti utilizzatori della EV1, la General Motors, talvolta coadiuvata dalla polizia locale, ritirò tutte le auto elettriche circolanti, che ora riposano in qualche discarica a cielo aperto in un deserto americano. Cosa dettò tale mossa? In General Motors dissero che il ritiro del modello fu una scelta industriale dovuta agli alti costi di sviluppo. Ma la tesi è debole e non regge. È molto più realistica la tesi per la quale quella vettura aveva cominciato ad attaccare e a mettere a rischio gli interessi di una lobby più grande. A ricordo dell’eperienza della EV1 fu girato anche un interessante documentario dal titolo Who Killed the Electric Car?.
Ora che abbiamo visto più da vicino le dinamiche dell’industria automobilistica, vi faccio una domanda: qual è la miglior auto per voi, oggi, per ridurre al massimo l’impiego di risorse del pianeta?


Sostituireste la vostra auto a combustione con un’auto elettrica? O a idrogeno? O con una alimentata ad aria compressa o che impieghi pannelli solari? O con magari una vettura che utilizzi uno sperimentale motore magnetico?
Nessuna di tutte queste soluzioni è quella corretta. L’auto più ecologica... è quella che già avete! Almeno per il momento. Infatti, sappiate che per produrre una macchina si consumano più risorse di quelle che quella stessa macchina consumerebbe in carburante nel suo intero ciclo di vita (stimato in circa 20 anni di servizio). Per tale motivo, fintanto che possedete già la vostra auto a benzina o diesel, tenetevi quella. Non andate a comprarne una nuova solo perché pensate che una nuova auto elettrica possa salvaguardare il pianeta (o peggio ancora perché qualche seducente «testimonial» vi convince a farlo dalle pagine di una rivista...).
E se invece l’auto non l’avete ancora e dovete proprio comprarla?
Allora la scelta migliore è quella di acquistare un’auto usata. Si sono già spese tante risorse per costruirla... se ancora funziona perfettamente perché buttarla?

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giovedì 10 aprile 2014

Tutte le banche creano denaro dal nulla: documento shock della Bank of England

Articolo ispirato al libro "Liberi dal Sistema - La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè", di Enrico Caldari.
 
Lo sapevate che dal 1971 non esiste più la convertibilità del denaro in oro? Cosa significa questo?
La Banca d'Inghilterra è recentemente uscita allo scoperto attraverso un documento­ denuncia, nel quale spiega molto bene come funziona il nostro attuale sistema monetario: «I soldi non sono rappresentazione su carta di beni reali, ma sono cambiali universalmente riconosciute, vengono creati nella loro maggioranza dalle Banche Commerciali nell’atto di fare prestiti».
In sostanza, il denaro è solo un grande gioco con il quale, attraverso un sistema di prestiti di “qualcosa che non esiste”, viene creato un debito “impossibile da ripagare”, proprio perché, per ripagarlo con gli interessi, ci sarebbe bisogno di nuovo denaro (e quindi di un nuovo prestito): è un circolo vizioso, attraverso il quale il mondo della finanzia specula e guadagna sfruttando milioni di cittadini che quotidianamente usano il denaro per vivere.

Senza saperlo, tutti noi lavoriamo quotidianamente per le banche.



Ecco dunque quanto evidenziato dal bollettino della Banca d'Inghilterra: i soldi non sono rappresentazione su carta di beni reali, ma sono cambiali universalmente riconosciute; vengono creati nella loro maggioranza dalle Banche Commerciali nell’atto di fare prestiti; questi prestiti certo non possono essere erogati a piacere, per mantenere la Banca competitiva e a causa di regolamenti finalizzati a mantenere la capacità di recupero dei sistemi finanziari. Altrimenti sarebbe facile approfittarsene...

http://www.liberidalsistema.com/

Quando le banche fanno prestiti, creano denaro. Questo perché il denaro è in realtà solo una cambiale [quello che la stessa Banca d'Inghilterra chiama con l'acronimo IOU = “I owe You", "ti devo"]. Il ruolo della Banca Centrale è di controllare un ordinamento giuridico che garantisca alle banche il diritto esclusivo di creare questi “pagherò”, cioè quelli che il governo riconosce come "valuta legale" per la sua disponibilità ad accettarli come pagamento delle tasse.

http://www.liberidalsistema.com/
In teoria non c’è davvero alcun limite su quanto le banche potrebbero creare, a condizione che essi possano trovare qualcuno disposto a prenderlo in prestito. Non saranno mai alle strette, per il semplice motivo che i mutuatari, in generale, non possono prendere il denaro e metterlo sotto i materassi; in ultima analisi, tutti i soldi in prestiti bancari usciti finiranno di nuovo in qualche banca. Così, per il sistema bancario nel suo complesso, ogni prestito diventa solo un altro deposito.

Ciò significa che il vero limite alla quantità di denaro in circolazione non è quanto la banca centrale è disposta a concedere in prestiti, ma quanto governo, imprese e cittadini, sono disposti a prendere in prestito.

Ma perché la Banca d’Inghilterra improvvisamente ammette tutto questo?
È possibile che abbia capito che sia ora di dire la verità poiché, ultimamente, il sistema sta subendo delle crepe e comincia a non funzionare più troppo bene. Storicamente, la Banca d’Inghilterra ha la tendenza ad essere un capobanda, che espone posizioni radicali che alla fine diventano nuove ortodossie.
Ma non è la sola a uscire allo scoperto. Insieme a lei, ci sono tanti economisti ed esperti di sistemi monetari che stanno esponendo la verità, con l'obiettivo di cambiare l'attuale sistema in un sistema più equo, dove il denaro rappresenti semplicemente un mezzo di scambio (così come dovrebbe essere) e non un debito.



Enrico Caldari, considerato da Ben Dyson (di PositiveMoney.com) “Il più grande esperto in Italia in tema di economia e sistemi monetari”, dal 2005 tiene conferenze sul tema “Cos'è il denaro”, in Italia e all'estero. Oggi, ha creato il percorso “Q Life ­ Liberi dal Sistema”, con lo scopo di dare maggiore consapevolezza alle persone su come funzioni la nostra società (non solo la finanza, ma anche l'industria farmaceutica, l'industria alimentare e le grandi industrie dell'energia e dei trasporti...).
Se l'obiettivo è cambiare il Sistema, non possiamo fare altro che iniziare da noi stessi. E il percorso “Q­Life – Liberi dal Sistema” ci suggerisce come farlo, considerando i diversi aspetti della nostra vita: denaro, salute, fonti di energia, alimentazione.

Per scoprire come renderti Libero dal Sistema è possibile richiedere i video gratuiti lasciando la tua email nel form qui sotto.



Fonti: articolo del “The Guardian” documento originale della Bank of England

martedì 1 aprile 2014

Q LIFE – Le scimmie rosse e il sistema

Sei anche tu una scimmia rossa, educata a difendere e accettare il la società in cui viviamo senza nemmeno sapere come funziona il sistema?
Oppure sei anche tu tra quelli che ha imparato a farsi domande e a darsi risposte?


Sei pronto a metterti in gioco in prima persona e a far partire da te il cambiamento per un mondo migliore?

Se Vuoi Ricevere il Video Integrale clicca il link qui sotto:


venerdì 28 marzo 2014

Q LIFE – Il denaro è debito

Meno del 5% del denaro che circola è creato dalle Banche Centrali. Il restante 95% è creato dalle Banche Commerciali. Come? Come credito. Cosa vuol dire?
Vuol dire che le banche commerciali emettono denaro e lo “prestano”, richiedendone indietro il pagamento con gli interessi.


Ciò vuol dire che il 95% della base monetaria corrisponde sempre a un debito, che però dovrà essere pagato con gli interessi, che sono ulteriori soldi, che addirittura nemmeno esistono.
Significa che all'aumentare della base monetaria, aumentano – e di più! Perché ci sono anche gli interessi…  i debiti da ripagare.

Se Vuoi Ricevere il Video Integrale clicca il link qui sotto:

mercoledì 26 marzo 2014

Q LIFE – L'alchemia del denaro

Che cos'è e come funziona la riserva frazionaria? Le banche guadagnano dal prestito del denaro (che spesso non hanno) e la crisi finanziaria dei nostri giorni è opera di un sistema monetario basato sull'indebitamento.



Se Vuoi Ricevere il Video Integrale clicca il link qui sotto:

martedì 25 marzo 2014

Q Life, Liberi dal Sistema: cambiare il mondo, partendo da Sè

Il Sistema in cui viviamo è destinato a finire.
Vogliamo essere sepolti con lui, o è meglio scegliere noi di seppellirlo, costruendo ora qualcosa di nuovo? 
Ma come possiamo cambiare un Sistema dal quale dipendiamo completamente per vivere?


Dobbiamo prima di tutto renderci Indipendenti da esso, educandoci ad essere subito e davvero LIBERI DAL SISTEMA. E siccome nessuno cambierà il sistema al nostro posto, siamo noi i primi che dobbiamo attivarci per cambiarlo.
Come diceva Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Se Vuoi Ricevere il Video Integrale clicca il link qui sotto:

lunedì 24 marzo 2014

Q LIFE – Costruire un Mondo Migliore

Status sociale, religione, politica, sesso, interessi sportivi... la società tende sempre a dividerci.

Ma se invece imparassimo a vederci tutti come tutti abitanti dello stesso pianeta, come appartenenti alla stessa razza, come bisognosi d'amore e desiderosi di donare gioia ai nostri simili e ai nostri cari? 

Se ci facciamo le domande giuste invece di quelle sbagliate, possiamo davvero cambiare il mondo intorno a noi e sperare in un futuro migliore.