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giovedì 12 febbraio 2015

LA VERITA’ SULLE AUTO ELETTRICHE E LA MIGLIOR AUTO DA COMPRARE OGGI

Articolo estratto dal libro "Liberi dal Sistema - La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sèdi Enrico Caldari. 

Che auto guidate oggi? Che tecnologia sfrutta la vostra auto, oggi? È un’auto a motore?
Che sia a benzina o diesel, sappiate che quella tecnologia sta durando da oltre cent’anni. Il primo spot video (trasmesso nei primi cinema) relativo a un’automobile con motore a scoppio è quello della Ford T, datato 1912, ed è tuttora visibile in rete. Eppure negli ultimi anni qualcosa sta cambiando e i produttori di automobili stanno, a poco a poco, molto timidamente lanciando sul mercato le «prime» auto elettriche (o quanto meno ibride), le cui prestazioni sono ancora inferiori a quelle delle loro cugine con motore a scoppio, ma delle quali si apprezza l’onorevole tentativo di prendersi a cuore dell’ambiente e cercare di limitare i danni dovuti all’inquinamento. Tuttavia, quello che il Sistema oggi vuole farvi credere è che la tecnologia del motore elettrico è ancora molto indietro rispetto al motore a scoppio. Perciò, fintanto che ci sarà l’ultima goccia di petrolio da sfruttare e da vendere, le auto elettriche saranno sempre promosse e pubblicizzate faticosamente. Eppure anche questa è una grande bugia.
Lo sapevate, ad esempio, che la Tesla Motors ha già realizzato una macchina elettrica le cui prestazioni in pista sono addirittura migliori della più rinomata Porsche 911 Turbo? L’auto in questione si chiama Tesla Roadster e anche in questo caso è presente un video in Internet che mostra le due auto, fianco a fianco, mentre si sfidano in pista durante un’accelerazione da 0 a 100 km/h. Volete sapere chi la spunta? La Tesla Roadster, in appena 3 secondi. La vettura ha un’autonomia di 300 chilometri di percorrenza totale con una ricarica delle batterie.
Le automobili prodotte da Tesla Motors funzionano con batterie al litio che sono facilmente ricaricabili presso apposite colonnine.
E sulla sua scia si sono mossi i più grandi costruttori di autoveicoli. BMW, ad esempio, ha lanciato la serie «i», vetture con motore elettrico, supportato anche da un secondo e più piccolo motore a benzina, ottimizzato per produrre corrente elettrica. In sostanza, se mentre state viaggiando dovessero scaricarsi le batterie che alimentano il motore elettrico, a quel punto entrerà in funzione il motore a benzina, il cui funzionamento produrrà corrente elettrica per ricaricare le batterie. E così potrete nuovamente tornare a utilizzare il motore elettrico, anche se non ci sono colonnine di ricarica nei paraggi.
Fantascienza? Direi proprio di no. Anzi, sapete a quando risale la prima auto elettrica? Se vi dicessi che la prima auto elettrica ha pressapoco la stessa età di quella con motore a scoppio, mi credereste? A confermare la mia affermazione c’è un servizio realizzato da Jay Leno, forse il più grande collezionista statunitense di auto d’epoca, nonché autore di una rinomata trasmissione, Jay Leno Garage. Ebbene, nel garage di Jay Leno c’è un’auto elettrica datata 1909. È lo stesso collezionista a mostrarcene il funzionamento nel corso di una trasmissione. All’epoca si chiamava horseless carriage («carrozza senza cavalli») e non era rifinita per niente male: parafanghi, sospensioni a balestra, copertoni in gomma. All’interno era come una carrozza. C’era una sorta di timone e i fanali erano già elettrici. Si accendeva tramite un pulsante, perciò anche le signore potevano guidarla senza fare la fatica di «girare la manovella» (come nel caso delle rumorose e puzzolenti vetture «a scoppio»). 
Aveva un’autonomia di quasi 100 miglia, pari a circa 160 chilometri: da fare invidia anche alle auto elettriche attuali. Era silenziosissima e viaggiava fino ai 50 km/h: l’ideale per un uso cittadino.
Nei primi anni del ventesimo secolo New York era piena di queste vetture. Ma il dato più sconvolgente che ci riferisce Jay Leno è quello relativo alle stazioni di ricarica: Leno ci dice che a New York erano state installate ovunque e ci parla di una colonnina ogni dieci isolati. Che fine hanno fatto? Perché le auto a combustione vinsero sulle auto elettriche? Probabilmente eravamo nell’epoca del futurismo, della velocità, della voglia di correre e di fare, e perciò la silenziosa ed ecologica auto elettrica perse la sfida con la più performante e veloce auto a benzina. Agli inizi del ventesimo secolo il carburante era ancora economico e non eravamo così tanti ad avere la macchina. E così, dagli anni 1920 in avanti, le auto elettriche scemarono sempre più di numero, a vantaggio delle auto con motore a combustione, dotate della nuova accensione elettrica (non più «a manovella»...).
Solo in tempi più recenti si è quindi ritornati a sviluppare l’idea di un motore elettrico le cui prestazioni potessero competere con quello a combustione, e risolvere così il problema dell’inquinamento e della scarsità di petrolio. Uno dei tentativo meglio riusciti fu quello avviato dalla General Motors negli anni 1990. La casa statunitense produsse un’auto chiamata EV1. Fu un’auto che guadagnò presto i consensi del vasto pubblico e che divenne addirittura uno status symbol, al punto che anche alcuni attori di Hollywood – come Tom Hanks e Danny De Vito – la comprarono e la usarono, andandone fieri. La EV1 prometteva davvero prestazioni da favola: 100 miglia, pari a 160 chilometri con una ricarica (la stessa autonomia delle prime horseless carriage: non è che esiste da qualche parte anche un cartello delle 100 miglia?) e velocità pari a quella di un motore a combustione. E sull’onda di questa nuova tecnologia, nel 1996 lo Stato della California promulgò una legge per la quale almeno il 10% delle auto vendute nello Stato da quel momento in poi avrebbero dovuto essere elettriche. La stessa legge imponeva che dal 2017 (cioè, entro i successivi 20 anni) tutte le auto circolanti in California avrebbero dovuto essere elettriche.

Tuttavia, di punto in bianco, la divisione GM che spingeva il progetto ne interruppe lo sviluppo e terminò la scelta tecnologica innovativa, ritirando addirittura le auto vendute dal mercato. Infatti, chiunque aveva acquistato la EV1 non era proprietario delle batterie della vettura (che rimanevano a noleggio del proprietario). E così, nonostante una serie di proteste e malumori da parte dei già soddisfatti utilizzatori della EV1, la General Motors, talvolta coadiuvata dalla polizia locale, ritirò tutte le auto elettriche circolanti, che ora riposano in qualche discarica a cielo aperto in un deserto americano. Cosa dettò tale mossa? In General Motors dissero che il ritiro del modello fu una scelta industriale dovuta agli alti costi di sviluppo. Ma la tesi è debole e non regge. È molto più realistica la tesi per la quale quella vettura aveva cominciato ad attaccare e a mettere a rischio gli interessi di una lobby più grande. A ricordo dell’eperienza della EV1 fu girato anche un interessante documentario dal titolo Who Killed the Electric Car?.
Ora che abbiamo visto più da vicino le dinamiche dell’industria automobilistica, vi faccio una domanda: qual è la miglior auto per voi, oggi, per ridurre al massimo l’impiego di risorse del pianeta?


Sostituireste la vostra auto a combustione con un’auto elettrica? O a idrogeno? O con una alimentata ad aria compressa o che impieghi pannelli solari? O con magari una vettura che utilizzi uno sperimentale motore magnetico?
Nessuna di tutte queste soluzioni è quella corretta. L’auto più ecologica... è quella che già avete! Almeno per il momento. Infatti, sappiate che per produrre una macchina si consumano più risorse di quelle che quella stessa macchina consumerebbe in carburante nel suo intero ciclo di vita (stimato in circa 20 anni di servizio). Per tale motivo, fintanto che possedete già la vostra auto a benzina o diesel, tenetevi quella. Non andate a comprarne una nuova solo perché pensate che una nuova auto elettrica possa salvaguardare il pianeta (o peggio ancora perché qualche seducente «testimonial» vi convince a farlo dalle pagine di una rivista...).
E se invece l’auto non l’avete ancora e dovete proprio comprarla?
Allora la scelta migliore è quella di acquistare un’auto usata. Si sono già spese tante risorse per costruirla... se ancora funziona perfettamente perché buttarla?

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mercoledì 11 febbraio 2015

Cómo funciona el método RQI para la auto-curación del cuerpo


El Método RQI combina el conocimiento de la medicina natural, disciplinas antiguas y nueva biología para llevar a la gente a mejorar el estado de su salud general.

Cuando la medicina convencional no ha podido hacer mucho simplemente trabajando en un nivel bioquímico, parece que las soluciones innovadoras recogidas y enseñadas por Marco Fincati a través del Método RQI®  obtienen mejor resultado.
Por eso, nuestra redacción ha elegido explorar a través de esta entrevista, para entender que tan válido sea este método y para qué enfermedades en particular. La entrevista fue publicada en Scienza e Conoscenza n. 50. (Ciencia y Conocimiento n. 50)

 ¿Cómo surgió RQI?
Todo es creado por un talentoso y brillante joven de 35 años de Véneto, Marco Fincati, ex representante de ventas para importantes empresas de productos de fisioterapia y suplementos, que un día, debido a dos hernias que lo aquejaban, comenzó a estudiar y experimentar y decenas de técnicas, recopiladas de varios campos del conocimiento: desde las antiguas filosofías orientales, a la física cuántica, hasta la nueva biología. Su talento ha sido unir lo que otros dividían, sintetizar lo que los demás dispersaban, simplificar lo que otros hacían accesible a unos pocos, poner en práctica lo que otros habían teorizado: Bruce Lipton, Emilio Del Giudice, Vittorio Marchi, Salvatore Brizzi, Gregg Braden y otros, fueron su inspiración. Así nació el Método RQI®, que significa " Reequilibrio Quántico Integrado."

 ¿Qué es el Método RQI?

"El Método RQI® - explica Fincati - es una manera práctica, sencilla y asequible para todos, para identificar las verdaderas causas de estrés y las mejores soluciones para resolverlos. Dado que el estrés es la base de la mayoría de los problemas humanos (como lo sostienen Bruce Lipton y la epigenética, así como varias investigaciones oficiales), es importante que cada uno de nosotros, cuando se enfrenta a un problema, comprenda lo que es la causa real. Actuando sólo en los síntomas (como a menudo, simplemente lo hacen las drogas), la curación no está asegurada”. Y agregó: "Antes de presentar el Método RQI® al público, he probado en cientos de personas, y me di cuenta de que si diez personas tenían el mismo problema, no siempre para todos los diez la solución fue la misma, ya que la base de un mismo problema podía tener causas diferentes.

Tomemos el ejemplo de un dolor de cabeza común: para dos personas puede haber una mala alimentación o la falta de hidratación, para los otros tres podría haber un desequilibrio de energía o de vibración, por cinco más podría ser el estrés emocional causado por situaciones del todos diferentes unos de otros”.


 ¿Cómo funciona el Método RQI?
Entonces, ¿cómo averiguar cuál es la causa real? "El 95% de nuestras vidas - continúa Fincati - esta manejado por nuestro inconsciente. Es la mente inconsciente que se encarga de todas nuestras funciones vitales como la respiración, la digestión, la regeneración de las células y curación de las heridas. Es nuestra mente inconsciente que sabe todo lo que se refiere a nuestra salud, física y mental. Y entonces es obvio que tenemos que interrogarla para entender más sobre nosotros mismos”.
De ahí Marco Fincati ha perfeccionado unos procedimientos sencillos y afinado un auto-test muscular, para comunicarse con nuestro subconsciente. Comunicando con el inconsciente, podemos reconocer las verdaderas causas de nuestros problemas y, al mismo tiempo, comprender las mejores soluciones para resolverlos. En sus cursos lo han aprendido, profesionales, gente común, niños, adultos y ancianos.

  Soluciones para la Auto-curación
"Mi experiencia - añade - me ha llevado a entender que las soluciones, aunque sean muchas, pueden clasificarse dentro de uno de los tres niveles de los que estamos hechos: el cuerpo físico, los flujos de energía y la vida interior, que en el Método RQI® corresponden a las tres soluciones: Materia, Energía y Espíritu ". Consideremos de nuevo el ejemplo del dolor de cabeza: si nos enteramos de que su causa es la contaminación electromagnética, será inútil tomar un fármaco que actúa a nivel bioquímico (por lo tanto a nivel de la materia), mientras que puede ser mucho más adecuado un simple cambio de ambiente de trabajo o protegerse de la contaminación electrónica (electrosmog) con técnicas de RQI. La solución será inmediata, libre de efectos secundarios e incluso más barata.
"El verdadero propósito del Método RQI®  - concluye Fincati - es hacer que la gente sea independiente. Siempre digo a los participantes en mis cursos: cada uno de ustedes tiene dentro de sí el potencial del Auto-Estar-Bien, sólo tiene que encontrar la manera de acceder a ella. Y yo no soy el primero en decirlo. Las antiguas filosofías orientales y los nuevos descubrimientos de la ciencia apoyan mi pensamiento”.

Para obtener más información sobre el método: http://www.metodorqi.com

Fuente: SCIENZA E CONOSCENZA , Revista científica alternativa italiana:
http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/come-funziona-metodo-rqi-autoguarigione.php

martedì 20 gennaio 2015

Q INSTITUTE ED RQI SOSTENGONO LA MUSICA DELL'ANIMA: ANDREA ZU IN VIAGGIO IN INDIA

Dall'Himalaya allo Sri Lanka per conoscere il popolo indiano attraverso la sua musica.

Parte questa settimana la ricerca on the road del "cercatore di musiche" Andrea Gorgi Zuin (in arte ZU), grazie anche al sostegno fondamentale di Q Institute e Metodo RQI.

Nel suo blog Il Cammino della Musica, e per mezzo di collegamenti radiofonici in diretta, racconterà il popolo indiano attraverso la sua musica.


Questa volta in viaggio con lui, l'illustratore e designer Federico Scano, autore dei disegni del recente libro "La Musica nel Sangue, Viaggio in America Latina" di Andrea Gorgi Zuin (Piazza Editore). I due viaggiatori muniti di videocamera e registratore andranno alla ricerca di musicisti indiani per documentare la loro musica.



Ma la musica, come spiega ZU, "sarà semplicemente la scorciatoia per arrivare all'Essere Umano, alle sue storie, ai colori, agli aneddoti e ai pensieri del popolo indiano". "Cercheremo inoltre l'incontro con i Maestri spirituali ai quali chiederemo un insegnamento da lanciare all'occidente".

ZU viaggerà con un Disco Armonico (HandPan): un recentissimo strumento musicale in ferro dal suono celestiale accordato alla frequenza benefica di 432 Hz, appositamente preparato attraverso l'integrazione delle Biotecnologie Olistiche sviluppate da Marco Fincati e Q Institute. "Servirà come catalizzatore di incontri" dice il musicista, che ha incontrato il Metodo RQI già da un paio d'anni e lo utilizza con successo su di se', e intende quindi promuoverne la conoscenza e l'utilizzo anche attraverso questo viaggio.

Al ritorno dal viaggio è prevista la realizzazione di uno spettacolo multimediale con i suoni ed i racconti del percorso, la creazione di un documentario sonoro e altre sorprese.

E' possibile seguire ogni tappa del viaggio nel blog www.ilcamminodellamusica.it, nei social network collegati e attraverso i collegamenti telefonici settimanali con le radio nazionali ed internazionali che da anni seguono i viaggi di ZU.

CHI E' ANDREA GORGI ZUIN "ZU"
Musicologo, musicista, narratore, viaggiatore, cercatore di musiche.
Da 8 anni dedica la vita al progetto "Il Cammino della Musica", facendo lunghi viaggi nel mondo con la missione di documentare le musiche tradizionali che incontra durante il Cammino. La musica è semplicemente la scorciatoia per arrivare all'Essere Umano, alle sue storie, ai colori, agli aneddoti e ai pensieri di un popolo.

Al ritorno dai viaggi realizzo degli spettacoli multimediali che porto in tournée, e oltre a questi, tengo seminari e workshops nelle scuole e nelle università in Italia e in America Latina. Collaboro con emittenti radiofoniche nazionali (RAI) ed internazionali, mandando le registrazioni che effettuo e i racconti di viaggio. Il mio blog è negli anni diventato un punto di riferimento per viaggiatori e appassionati di musica e tradizioni del mondo. Nelle varie edizioni del progetto ho scritto per riviste del settore musicale come "World Music", Folk Bulletin", "Il Giornale della Musica".

Maggiori informazioni: www.ilcamminodellamusica.it

www.metodorqi.com/libro
 

sabato 13 dicembre 2014

RQI: Il Padre Sole e le frequenze benefiche e dannose

 Il Padre Sole agisce attraverso lo Spirito Santo passando attraverso i 12 segni zodiacali, o se vogliamo chiamarli così i 12 apostoli - che coprono l'intero spettro delle frequenze. Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI ce lo spiega in questo video estratto da una sua conferenza tenutasi a San Marino.






RQI: Le Frequenze dell'Universo

Le vibrazioni che formano onde (ossia i numero di giri dell'elettrone nella sua orbita attorno al protone) in tutto l'Universo vanno da 0,1 Hz a 53 GHz.
 www.metodorqi.com/libro