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giovedì 12 febbraio 2015

BASTA CON LA CHEMIOTERAPIA: IN ARRIVO NUOVA CURA ITALIANA PER IL CANCRO

Articolo ispirato dal libro "Liberi dal Sistema - La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè".

E’ ormai risaputo che la chemioterapia non è certo una soluzione “facile” per i malati di cancro. Basta leggere un estratto dal bugiardino di una cura anti-tumorale standard (ad esempio la Doxorubicina) per rendersi conto che si tratta di sostanze «molto pericolose» da maneggiare:

«Può causare il cancro. Può causare danni genetici ereditari. Possibile rischio di effetti irreversibili. Nocivo per inalazione, per ingestione e al contatto con la pelle. Possibile rischio di danni ai bambini ancora non nati. Tutti gli articoli usati per la somministrazione (guanti, maschere, etc.) dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti speciali ad alto rischio, e inceneriti a 1000 gradi
Queste sono le avvertenze di un farmaco che su Wikipedia è così descritto:
«La doxorubicina (conosciuta anche con il nome di adriamicina) è un antibiotico antineoplastico della famiglia delle antracicline (...).»
«Le antracilcine sono considerate tra i più efficaci farmaci antitumorali mai sviluppati. La doxorubicina e la daunorubicina (DNR) sono antibiotici ad azione antitumorale, isolati per la prima volta nel 1960 nei laboratori di Farmitalia, e sono stati le prime molecole di questa classe di farmaci a essere state scoperte
E sono tuttora in uso. Ma vediamo cosa dice ancora Wikipedia a proposito degli effetti di tali farmaci:

«Tossicità: nel topo, la DL50 è di 21,1 mg/kg per endovena

Cosa significa? Significa che, secondo i test e gli esperimenti in laboratorio effettuati sui topi, a una dose pari a 21,1 mg per chilo di peso la metà dei topi moriva (DL sta per «dose letale»). Una sostanza che risulta letale al 50% dei topi ai quali ne vengano somministrati anche solo pochi milligrammi è oggi impiegata nella terapia antitumorale. Infatti Wikipedia prosegue:

«La doxorubicina è impiegata spesso in associazione con altri agenti antitumorali nel trattamento di leucemia linfoblastica acuta, leucemia monoblastica acuta, linfoma di Hodgkin e non, sarcomi ossei e dei tessuti molli, neuroblastoma, tumori alla vescica, alla mammella, al polmone, all’ovaia (...).»
Si usa per curare i tumori! E quali sono gli effetti collaterali nell’essere umano?
«Le antracicline sono risultate agenti cancerogeni (...).»
Davvero?
«(...) agenti cancerogeni mutageni, teratogeni e genotossici nei ratti e nell’uomo, pur essendo utilizzate nella chemioterapia
Capite? Farmaci per curare una malattia, che in realtà su soggetti sani la procurano. Ma nessuno potrà dire che un paziente è morto a causa della terapia contro il cancro, se il cancro lo aveva già prima. «La terapia ha lavorato», diranno i medici in assoluta buona fede, «ma purtroppo la malattia è stata più forte».

http://www.metodorqi.com/libro.html

Fortunatamente è arrivato l’annuncio di una nuova cura tutta italiana: un team di scienziati italiani dell’Istituto di Candiolo, in provincia di Torino, ha scoperto un nuovo farmaco, il PLX472O, che potrebbe rivoluzionare le cure utilizzate contro il tumore. Coordinati da Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Genetica Molecolare, e Federico Bussolino, Direttore Scientifico della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, gli scienziati hanno sperimentato un farmaco in grado di attaccare direttamente le sole cellule tumorali, e di frenare la riproduzione di altre cellule malate. Una vera e propria innovazione nella cura del cancro, visto che attualmente i metodi chemioterapici utilizzati colpiscono tutte le cellule dell’organismo, anche sane, non solo quelle tumorali.
Il farmaco è ancora in fase sperimentale, e seppur promettente richiederà i consueti tempi “tecnici” prima di essere lanciato sul  mercato.

E nel frattempo che fare?
La prevenzione, prima di tutto, anche attraverso le più innovative tecniche per la riduzione dello stress e dell’impatto dei fattori “ansiogeni” (frequenze non benefiche, elettrosmog, tossine…). Tra le tecniche più efficaci ad esempio c'è il Metodo RQI (Riequilibrio Quantico Integrato), ideato dal ricercatore veneto Marco Fincati.

Per prevenire qualsiasi tipo di malattia dobbiamo innanzitutto capire qual è la causa di stress ed eliminare le sue frequenze distruttive, e poi ripristinare le frequenze positive per aiutare il nostro corpo a tornare in salute. A quel punto, eliminato lo stress, il nostro corpo è pronto per «Auto-Star-Bene».

Per scoprire di cosa si tratta è possibile richiedere i video gratuiti lasciando la tua email nel form qui sotto.

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